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Come nasce un hangout dojo

By on mercoledì, 18 dicembre, 2013

La Computer Science Week 2013  si è conclusa e milioni di bambini, ragazzi, educatori, associazioni hanno partecipato alla HourOfCode.

Il mondo si è mobilitato per parlare la stessa lingua, quella che non richiede traduzione: il codice.

Programmare è diventato un modo per scambiarsi creatività da un capo all’altro del mondo, tra due scuole, tra le Università.

Per noi di CoderDojo Roma era una splendida occasione: chiamare a raccolta i dojo italiani, i maestri esperti di ICT, gli appassionati che ci sostengono e collaborano con noi, e provare a fare ciò che non avevamo ancora tentato.

Mancava infatti un hangout. Un hangout dojo.

Mancava un momento in cui i bambini, nel corso di un dojo, realizzano che anche altri bambini stanno dando spazio alla fantasia programmando giochi, animazioni, presentazioni, cartoline…

L’hangout ci avrebbe permesso di conoscerci a distanza, di sentire le nostre voci, di presentare i nostri progetti ad altri bambini, ad altri mentor, alle maestre.

Ho chiamato uno dei nostri mentor, Lorenzo, proprio via hangout e gli ho chiesto supporto tecnico per organizzarlo. Facile, dice lui, basta creare un evento e inserirlo in calendario con Google.

Invitiamo i dojo che sicuramente si sono allineati con le giornate dei laboratori, le scuole che vogliono collegarsi, gli amici.

Lorenzo è a Dublino; non sarà presente al dojo ma è disponibile a fare da moderatore. Comodamente, da casa sua 😉

Via hangout chiedo a Caterina se vuole partecipare con i suoi alunni della Scuola Primaria di Sigillo, in Umbria. Assolutamente sì, mi risponde, possiamo presentare il nostro lavoro agli altri! Ci stiamo preparando al Natale creando con Scratch una Befana che vola con i desideri dei bambini nel sacco… Anzi adesso chiamo anche Beatrice, che si collegherà insieme al Preside della sua scuola dall’Istituto Comprensivo Marco Polo di Fabriano, dove tiene i laboratori di Creative Computing con Scratch.

Invio una mail a Carmelo di CoderDojo Bologna, che ha in programma di sfornare fiocchi di neve con Scratch, stelline stampate in 3D e di usare Scratch for Arduino per muovere il bellissimo Milkbot di Giacomo insieme ai bambini.

CoderDojo Milano, mi dice Angelo, vuole usare i tutorial della HourOfCode con Blocky e tentare con Python, Javascript, HTML/CSS.

Marco di CoderDojo Allumiere (ha deciso che faranno volare Babbo Natale sulla sua slitta…rigorosamente con Scratch, e poi lavoreranno sul side-scrolling e sul concetto di storyboard per raccontare il Palio del paese.

Anche noi a Roma faremo una sessione Scratch con il supporto di Babbo Natale :), ma anche una di HelloSound con Marco e l’Associazione NUME – Nuova Musica per l’Educazione, che userà Processing per creare musica con le forme geometriche.

All’inizio sembrava solo un’idea. Poi è diventata un vero virus, uno di quelli buoni, di quelli che ti scatenano la voglia di stare insieme!

Siamo agli sgoccioli e cerco di capire se posso invitare ancora altri dojo, che ormai in Italia sono tanti, sicuramente avrò dimenticato qualcuno e mi dispiace moltissimo.

Faccio una promozione veloce via Twitter, hashtag #hangoutdojoIT.

Sabato 14 dicembre, dopo la merenda, iniziamo a collegarci. Lorenzo indossa i cappelli, la maschera da sub, la testa da clown degli hangout.

I bambini sghignazzano, poco alla volta vedono comparire le due scuole e via via gli altri dojo (foto nostre). Mi chiedono: quella chi è? E questi bambini dove sono?

Capiscono che altri bambini come loro stanno programmando e creando qualcosa di bello, di unico.

Si collega anche Adriano, che da autentico maker abituato a costruire robot con i bambini, si nasconde dietro al gattino di Scratch facendolo muovere e parlare.

Gli alunni di Caterina si presentano, Beatrice e il Preside presentano i ragazzi della loro scuola.

A Milano si ride, si resta a bocca aperta, si presentano le attività.

Da Bologna Carmelo scalpita: ci siamo anche noi!

Si collega anche Saverio del CoderDojo Catania, ecco chi avevo dimenticato!

L’hangout dojo dura circa mezz’ora, poi ci salutiamo e ci resta il ricordo di una giornata speciale.

Quella in cui abbiamo parlato la stessa lingua.

 

Agnese, CoderDojoRoma, 17 dicembre 2013